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Insieme per ‘vivere’ e ‘ far vivere’ il territorio del parco
Tutelare. È stata la ragione per cui è sorto il Parco Adda Nord, prima, e l’Associazione Ecomuseo Adda di Leonardo, poi. La difesa del territorio, della naturalità, della biodiversità dev’essere ora la traccia “ordinaria” del nostro agire, non un’eccezione. Pensiamo, in altri termini, a una nuova stagione nell’esperienza dei parchi, ove tutela e sostenibilità siano acquisite una volta per tutte (sennò, che parco è?). Cooperare. I vari soggetti che guardano al parco, organizzati o singoli, possono essere quella “moltitudine operante" che rappresenta il retroterra umano, culturale e istituzionale, la sua forza: le amministrazioni, i volontari, le associazioni, gli operatori economici... Ciascuno di questi è un “pezzo di parco”, ciascuno di questi può/deve sentirsi protagonista e “vivere” e “far vivere” il parco. Il turismo. Pensiamo possa essere, più che in passato, uno degli elementi propulsori, con la piena convinzione di dover collocare in una vetrina giusta le qualità ambientali, naturalistiche e culturali di questo territorio. Uno sguardo per il mondo ci dice che concentrazioni qualitative come questa ve n’è poche, oltretutto potendo vantare “alle spalle” realtà metropolitane o cultural-turistico di assoluta primarietà a livello europeo. In buona sostanza: abbiamo fra le mani un tesoro di rara qualità (fra paesaggi, acque, cultura, storia...). Occorre valorizzarlo, senza snaturarlo o massificarlo all’eccesso, attuando politiche di vera sostenibilità, sapendo che lì sta una delle letture più positive del destino del parco. A quanto già conosciuto e fruito si aggiungerà dal 2008 il percorso di navigabilità che consentirà, letteralmente, “sguardi” ancor più originali. Inoltre il progetto in via di attuazione del distretto bio-culturale (il progetto ABCD) offrirà nuova linfa a tutto ciò. La cultura. Se lanciamo uno sguardo “libero e nuovo” alle corpose trace culturali e storiche del territorio del parco, c’è da restare stupefatti. La dinamicità culturale (che letta a qualche secolo di distanza è la tradu- zione di una dinamicità economica, ingegneristica, produttiva, commerciale...) è quella di un territorio ove si sono consolidati poteri, realizzati progetti, superati contrasti: in poche parole, è il portato di un pezzo di storia di questa regione e di questo Paese. Ove poi si è manifestato il carattere dell’originalità assoluta, con la presenza di Leonardo da Vinci. La creazione dell’Ecomuseo (con la recente istituzione dell’Associazione di cui fanno parte i Comuni del territorio ecomuseale) rappresenta lo sforzo di rendere “materialmente” questo binomio fra territorio e cultura, per trasmetterlo, valorizzarlo, fruirlo. Se oggi siamo ai vertici regionali nella rappresentazione culturale di un territorio (che altro è sennò un ecomuseo?), è grazie a questa intuizione e al lavoro finora fatto. Continuare su questa strada è, nel contempo, un obbligo e un piacere. L’educazione ambientale. Le migliaia di studenti, di ogni età, tipo di scuola e area geografica, che annualmente “vivono” il parco, scegliendo fra i vari itinerari proposti, sono la migliore cartina di tornasole a proposito della dinamicità del Parco Adda Nord, ci pone al vertice del Sistema parchi regionale per quantità e qualità. Se a questo si aggiungono i percorsi di formazione per educatori ambientali e i tirocini universitari (per lo più nella cornice dell’Isola Borromea di Cassano), si ha idea di come il sistema formativo-educativo sia insieme un’opportunità per il parco e un servizio per i cittadini. La naturalità. Occorre continuare a potenziare la protezione e ampliare il circuito di tutela con un’attenzione e una cautela nell’uso del territorio che dia il segno di aree vive perché protette, e protette perché vive. Qui va inserito il ragionamento sul “parco fluviale”: nella valorizzazione delle vie d’acqua come sistema di scambio, come forma antica, ma del tutto rinnovabile dell’essere cerniera ecologica fra territori e persone. | ||||
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